Provincia autonoma di Trento
Articolo

Tappa 3 - diario del 24 agosto 2022

Due laghi e il cielo azzurro: bellezza e serenità

 

La terza tappa di CammninaSCUP 2022 si svolge in una giornata cristallina come le precedenti: la location di oggi è tra l’Altopiano della Paganella e la valle dei Laghi.

Il rituale della partenza è ormai consolidato: alle 8 il pullman lascia piazza Dante a Trento con 26 partecipanti iscritti alla data odierna. Ci sono molti giovani in servizio civile, alcuni che hanno terminato l’esperienza e alcuni genitori e formatori.

Raggiungiamo Molveno dove alla partenza siamo accolti e salutati ufficialmente dal sindaco. È per noi significativo costruire un rapporto con il territorio dove transitiamo: vogliamo conoscerlo e — nei limiti del possibile — rapportarci con esso.

Dopo la consueta cerimonia di consegna dello scaldacollo SCUP (il dono di questa edizione) e della credenziale a chi si unisce per la prima volta al trekking, iniziamo a camminare. Subito la meraviglia ci investe: alle nostre spalle il gruppo del Brenta si erge maestoso, colpito da una luce mattina particolarmente limpida che fa letteralmente risplendere le montagne: nessuna nuvola, solo il cielo azzurro terso e una nitidezza da cartolina. Fa da contraltare il lago di Molveno, altrettanto bello e caratteristico con la sua acqua di color blu scuro, sia per la sua estensione, sia per gli scorci che il sentiero regala costeggiandone la costa.

Tra questi due incanti procediamo lungo la Strada dei Marocchi, antica via romana che dalla Val di Non scendeva lungo il Banale e le valli Giudicarie. Passato il ponte romano che ancora regge il sentiero, saliamo sul boscoso promontorio che domina il lago, il “Doss del Corno”, dove ci inerpichiamo verso i ruderi dei fortini austriaci detti “Napoleonici”, eretti tra il 1802 e il 1805 per arginare l’avanzata dell’esercito francese al comando di Napoleone. Il posto è molto suggestivo: il promontorio offre un punto panoramico unico sul lago e una vista magnifica su tutto il Banale.

Superati i fortini inizia la discesa e percorriamo gli ultimi metri lungo il lago di Molveno: la nostra prossima destinazione è il piccolo lago di Nembia.

Avvistiamo le bandiere SCUP approntate per accoglierci sul lago intorno a mezzogiorno. Nembia è un piccolo lago alpino dall’acqua trasparente e freddissima, sovrastato dalle propaggini meridionali del Brenta: un luogo incantevole nel quale ci fermiamo per una rilassante pausa pranzo, trascorsa tra l’ombra degli alberi sulla spiaggia e un po’ di sole preso sul piccolo molo di legno. Qualche coraggioso immerge i piedi per rinfrescarsi e un temerario affronta direttamente le acque gelate per un bagno. È una pausa davvero corroborante, viene la tentazione di fermarsi lì, a godere il sole mitigato da un venticello fresco. Ma bisogna proseguire, non senza aver assaporato un buon caffè.

Camminiamo in salita per raggiungere la quota della strada forestale che porta a Ranzo in mezzo a boschi di betulle dall’ombra piacevole. Il paesaggio che si staglia davanti a noi è incredibile: abbiamo la visione delle intere Valli Giudicarie inferiori e, mano a mano che proseguiamo verso sud, avvistiamo anche la Valle dei Laghi. Sotto di noi si apre uno strapiombo molto ripido, tagliato, alcune centinaia di metri più sotto, dal sentiero di San Vili. La strada è stupenda, costellata da fontanelle molto apprezzate e molte case al limitare della foresta.

Continuiamo a procedere fino al punto in cui il sentiero si amplia e diventa il tracciato di quella che avrebbe dovuto diventare una vera strada asfaltata. Si tratta di un progetto mai realizzato che voleva dotare Ranzo di una seconda via di accesso. Per un tratto di circa 2 km se ne vedono i segni nella larghezza della carreggiata e nello spartitraffico laterale.

Entriamo in paese. Tra le case vige una calma assoluta, non opprimente ma serena e luminosa. Lo attraversiamo apprezzando la bellezza del piccolo centro storico, un vero e proprio borgo, dove il silenzio è interrotto dal verso degli animali o dagli strumenti di lavoro di un anziano che taglia la legna al riparo di un “volt”.

Siamo ormai sotto il paese e seguiamo una strada che sembra buttarsi a capofitto verso il sottostante lago di Toblino. In realtà essa si rivela molto dolce, asfaltata, di fatto percorribile da auto e moto in grado di vincere la salita molto ripida. Camminiamo ancora in mezzo al bosco, che ora è diventato di latifoglie, alternato a speroni di roccia altissimi. Un tratto presenta interessanti esempi di stratificazione della roccia.

In fondo ci aspetta il lago di Toblino. Facciamo una doverosa pausa al Castello, una perla del Trentino, così come tutto il paesaggio del lago, con i suoi giunchi e la visuale del maniero che si erge maestoso sull’acqua.

Proseguiamo lungo la bella camminata sopraelevata sull’acqua e in pochi minuti ci portiamo al parco dei due laghi, così denominato perché si trova nel punto esatto dove il lago di Toblino incontra il lago di Santa Massenza: è l’arrivo ufficiale della nostra tappa.

L’amministrazione comunale di Vallelaghi ci attende per un saluto ufficiale e un apprezzato rinfresco al parco, dove riceviamo il saluto del sindaco e dell’assessore alle politiche giovanili. Come sigillo alla tappa anche questo luogo è veramente il più adatto: un parco verde con uno sbocco sul lago di Santa Massenza. È un bellissimo scorcio valorizzato ancora di più dalla caratteristica principale del lago, quella di ricevere l’acqua direttamente dal lago di Molveno tramite un collegamento sotterraneo: questo dona un colore azzurro intenso al lago e ci ricollega idealmente alla partenza.

Un’altra tappa si è conclusa nel migliore dei modi ed è stata apprezzata da tutti i partecipanti, anche per il bel clima che si è creato tra i partecipanti giovani e gli adulti presenti. Il gruppo ha camminato compatto e in forte consonanza, condividendo una giornata piena di bellezza.

CamminaSCUP è arrivato a metà del suo programma. Domani si continua.