Provincia autonoma di Trento

Questo progetto ha scombussolato e rivisto i miei progetti di vita

Gessica Pino - Istituto Antonio Rosmini di Trento/APPM

Gessica si è raccontata per noi!

Ciao, sono Gessica, ho 27 anni e svolgo il mio servizio civile presso la struttura di APPM – Istituto Rosmini, per il Progetto S.T.A.R.S.

APPM è una realtà con cui non pensavo minimamente di entrare in contatto e che non ero sicura mi potesse piacere, perché convinta di farmi trasportare troppo dalle storie dei ragazzi e perdere la mia oggettività. Per alcuni versi è stato così, poiché i ragazzi sono entrati subito a far parte del mio mondo, mi preoccupavo di ricordarmi i compleanni, di ricordarmi se ci fossero eventi particolari che li coinvolgessero per potermi informare e fargli vedere che mi interessava il “loro” mondo, che ero curiosa di sapere che cosa avessero fatto, di come si erano comportati e di come si sentivano emotivamente. Ed è la parte emotiva che loro vogliono. Trovare una figura con cui parlare, con cui sfogarsi, dire tutto quello che sentono e che li infastidisce.
Ho potuto vivere in prima persona esperienze forti con i ragazzi, ho capito come rapportarmi con questo e quel ragazzo, perché ognuno è diverso e se con qualcuno è necessario farsi vedere duri, con altri è necessario parlare con calma, senza alzare la voce.
Che altro dire sulla mia esperienza ad APPM ?
Beh che non pensavo mi potesse toccare così tanto, da scombussolare tutti i miei progetti di vita e farmi amare il campo dell’educazione, quel campo che ti mette in contatto diretto con persone che ti arricchiscono giorno dopo giorno, perché questi bambini sono in grado di toccarti il cuore, rendendo ogni giorno speciale, ogni giorno unico e dandoti tantissime soddisfazioni.

Liceo Rosmini di Trento è una realtà molto simile, perché anche qui i ragazzi non hanno solo bisogno di un metodo di studio, ma hanno proprio la necessità di sentirsi accettati per la loro età, non stigmatizzati ad adolescenti. Ricercano figure che li ascoltino, li facciano sentire unici, che gli permettono di esprimersi liberamente, senza giudicare, senza dire cosa devono fare, ma farli ragionare sui loro comportamenti, sentimenti  ed emozioni.
Devono essere loro che comprendono la vera essenza del loro essere, perché non sono solo “adolescenti”, dove tutto passa, ma loro (come tutti noi del resto a quell'età) vivono intensamente ogni momento e vogliono sapere cosa avresti fatto tu in quel caso.
La risposta deve essere la più sincera possibile, perché loro si accorgono se menti e rischi di perdere la fiducia che hanno riposto in te. E io sono felice che i ragazzi non vengano da me solo per ripetere la materia, ma che i primi minuti (20) o anche tutta l’ora si sfoghino; perché è di questo che loro hanno bisogno.

Scusate se vi ho tediato con tutta questa “pappardella” era solo per dire come l’esperienza del servizio civile mi ha cambiato, ma ha toccato e mi ha reso più consapevole che se ami ciò che fai non ti pesa, non ti pesa fare un’ora di treno, non ti pesa se ti chiedono di restare di più, di fare questa o quell'altra mansione; perché questo non diventa un “lavoro”, ma una passione e nelle passioni ci si butta a capofitto. Il servizio civile ti fa provare la gioia di svegliarti la mattina per recarti nel luogo dove presti la tua attività consapevole che incontri bambini e ragazzi a cui tu dai qualcosa e loro ti restituiscono il doppio.

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Gessica ha svolto il progetto, "S.T.A.R.S." in coprogettazione tra l'Istituto Rosmini e APPM.

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