REPlay – La pausa pranzo e il buono pasto
La pausa pranzo può/non può essere riconosciuta come attività di servizio e assegnare o non assegnare l’orario sul REP.
Se ad esempio il progetto prevede che il/la giovane supporti i bambini di una scuola durante l’attività di mensa e la pausa pranzo di fatto è comunitaria, sarà riconosciuta come orario di servizio.
Quando invece il/la giovane di fatto stacca dalle attività che sta facendo e si prende del tempo personale per mangiare, in quel caso sarà necessario inserire un orario di servizio per la mattina e uno distinto per il pomeriggio. Non viene previsto un orario minimo e uno massimo per la pausa pranzo, che va concordato con l'OLP.
Il buono pasto deve essere sempre garantito dall’ente al/la giovane che presta servizio quando vengono svolte almeno 4 ore di servizio continuative (al mattino o al pomeriggio) o quando l’orario è spezzato mattina/pomeriggio a prescindere da quante ore si fanno. Il progetto potrebbe prevedere ulteriori benefits ma non può andare contro la regola minima sopra descritta.
Il buono pasto viene riconosciuto normalmente con dei buoni cartacei o elettronici o con l’utilizzo della mensa se presente presso l’ente. Talvolta, ma non è consigliato, può essere previsto il rimborso di quanto speso per l’acquisto dietro presentazione di ricevuta di spesa.
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